03 Lug La Rete dei Comuni Sostenibili a Ecoforum 2026. Squittieri: “Il Green Public Procurement: la sostenibilità concreta passa dagli acquisti verdi dei comuni”
La Rete dei Comuni Sostenibili ha partecipato a Ecoforum 2026, la conferenza nazionale sull’economia circolare, giunta alla sua tredicesima edizione e organizzata da Legambiente, Nuova Ecologia e Kyoto Club. L’evento di quest’anno, dal titolo “Oltre il PNRR. Investimenti, norme e sfide per l’economia circolare”, si è tenuto a Roma l’1 e il 2 luglio e ha rappresentato un’opportunità di dialogo tra imprese, esperti, decisori e istituzioni su criticità, opportunità e azioni da introdurre per trasformare gli obiettivi di sostenibilità in risultati concreti e duraturi.
Per la Rete dei Comuni Sostenibili è intervenuta la presidente Benedetta Squittieri. Di seguito un riassunto del suo intervento.
“il Rapporto 2026 dell’Osservatorio Appalti Verdi di Legambiente e Fondazione Ecosistemi rappresenta, ancora una volta, uno strumento prezioso per comprendere lo stato di salute del Green Public Procurement nel nostro Paese. È un monitoraggio unico nel suo genere, che fotografa in modo indipendente e continuativo come le amministrazioni pubbliche stanno applicando il Green Public Procurement e i Criteri Ambientali Minimi nelle procedure di acquisto. Un lavoro di grande valore, perché ciò che non si misura difficilmente può essere migliorato.
Per questo motivo la Rete dei Comuni Sostenibili è partner dell’Osservatorio Appalti Verdi dal 2023. Abbiamo scelto di esserlo perché condividiamo la convinzione che la sostenibilità non si costruisca solo attraverso grandi strategie o dichiarazioni di principio, ma anche – e soprattutto – attraverso gli atti amministrativi quotidiani.
I dati del Rapporto ci restituiscono segnali incoraggianti. Sono 531 le amministrazioni comunali che hanno partecipato al monitoraggio, tra comuni e capoluoghi, pari a circa il 7% del totale nazionale.
In sintesi, il rapporto evidenzia un miglioramento graduale nell’applicazione del Green Public Procurement in Italia, una maggiore consapevolezza e una crescente attenzione verso gli acquisti sostenibili. Ma sottolinea che il livello medio di attuazione (57%) è ancora lontano da una piena integrazione del GPP nelle amministrazioni comunali. I capoluoghi risultano più avanzati, mentre i comuni più piccoli necessitano soprattutto di formazione, supporto organizzativo e strumenti di monitoraggio per accelerare la transizione ecologica degli appalti pubblici.
Per questo diciamo sempre che gli acquisti verdi, l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi e il Green Public Procurement non sono un semplice adempimento burocratico né un obbligo imposto dalla normativa. Sono uno strumento fondamentale per rendere concrete le politiche di sostenibilità negli enti locali, migliorando la qualità della spesa pubblica e generando benefici ambientali, economici e sociali per le comunità.
Ma il Rapporto mette in evidenza anche alcuni aspetti sui quali dobbiamo continuare a lavorare con determinazione.
Il primo riguarda la formazione. La principale difficoltà segnalata dalle amministrazioni è proprio la carenza di competenze specifiche sul Green Public Procurement e sui CAM. Non è un dettaglio: significa che molti enti vorrebbero fare di più, ma hanno bisogno di strumenti, conoscenze e supporto tecnico.
Il secondo riguarda il monitoraggio. L’Osservatorio dimostra quanto sia importante misurare i risultati. Monitorare significa capire dove siamo, individuare le criticità, valorizzare le esperienze migliori e costruire politiche sempre più efficaci.
Ed è proprio su questo punto che la Rete dei Comuni Sostenibili ha voluto dare un contributo concreto.
Oltre invitare gli enti locali aderenti alla Rete a partecipare al monitoraggio civico dell’Osservatorio, fin dall’avvio del nostro sistema di monitoraggio abbiamo inserito uno specifico indicatore quantitativo dedicato all’applicazione dei CAM negli acquisti pubblici dei comuni aderenti.
Dal 2024, raccogliendo e valorizzando una proposta emersa proprio dall’Osservatorio Appalti Verdi, abbiamo deciso di fare un ulteriore passo avanti introducendo anche un indicatore qualitativo: la nomina del responsabile CAM e GPP dell’Ente.
Da dove ripartire, quindi? Due i pilastri. Il primo è superare l’idea che la sostenibilità rappresenti un costo aggiuntivo, considerandola invece un criterio strategico per ripensare infrastrutture e servizi pubblici. Il Green Public Procurement è uno strumento capace di sostenere innovazione, filiere sostenibili, autonomia energetica, decarbonizzazione e competitività fondata sulla qualità.
Il secondo è riconoscere l’applicazione dei CAM come un indicatore della qualità amministrativa. Significa rafforzare trasparenza, tracciabilità delle forniture, verificabilità dei requisiti e contrasto al greenwashing e all’illegalità, contribuendo a qualificare le filiere produttive e i servizi pubblici, come dimostra il caso della ristorazione collettiva.
La collaborazione tra Legambiente, Fondazione Ecosistemi e la Rete dei Comuni Sostenibili nasce proprio da questa visione comune: accompagnare gli enti locali in un percorso di miglioramento continuo, offrendo strumenti di misurazione, occasioni di formazione, condivisione delle esperienze e supporto all’innovazione amministrativa.
Per questo continueremo a sostenere con convinzione il lavoro dell’Osservatorio Appalti Verdi e a promuovere, all’interno della Rete dei Comuni Sostenibili, una cultura amministrativa che consideri il Green Public Procurement non come un obbligo, ma come una straordinaria opportunità di innovazione.
Ed è proprio da queste scelte, concrete e misurabili, che passa la capacità delle nostre comunità di raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 e di consegnare ai cittadini territori più sostenibili, più resilienti e più giusti”.
Comunicato stampa Ufficio stampa Rete dei Comuni Sostenibili LaWhite