La Rete dei Comuni Sostenibili aiuta gli Enti Locali a misurare l’efficacia delle proprie politiche relativamente ai 17 obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030 e alle 12 dimensioni del BES. Ciò è possibile con un set di indicatori su tutti gli ambiti della sostenibilità economica, sociale, ambientale e istituzionale.
Il monitoraggio della Rete dei Comuni Sostenibili non ha finalità competitive: l’obiettivo non è creare classifiche tra enti, ma accompagnare ogni amministrazione in un percorso di miglioramento continuo, valorizzando la cultura del dato, la partecipazione e la trasparenza verso cittadini, imprese e associazioni. Il monitoraggio è tappa essenziale del circolo virtuoso che inizia con la pianificazione strategica partecipata, prosegue con la progettazione e l’attuazione, passa per l’appunto dal monitoraggio trasparente e giunge alla correzione o all’aggiornamento della pianificazione sulla base dei risultati e delle tendenze.
Gli indicatori misurati dalla Rete sono 110 per i Comuni Capoluogo, 90 per tutti gli altri Comuni e le Unioni di Comuni, 50 per le Province e le Città Metropolitane e riguardano tutti gli aspetti della vita quotidiana dei cittadini. Nella maggior parte dei casi, gli indicatori misurano fenomeni legati strettamente alle competenze degli Enti, elemento peculiare del progetto RCS. In larga parte, quindi, la Rete monitora ciò che gli Enti locali possono effettivamente migliorare.
Gli indicatori monitorati sono sia di carattere quantitativo, con tendenze elaborate matematicamente secondo i criteri stabiliti da Eurostat, sia di carattere qualitativo, per misurare lo stato degli iter di strumenti di pianificazione strategica o di scelte di carattere amministrativo.
Una parte dei dati per il calcolo degli indicatori viene richiesta agli enti, mentre un’altra parte è recuperata dalla Retetramite banche dati accreditate (Istat, Ispra e altri).
Alcuni esempi di indicatori quantitativi di livello comunale sono: orti urbani, asili nido, equità di genere nella toponomastica, casette dell’acqua, consumi energetici, servizi digitali, colonnine di ricarica, verde urbano, aree pedonali, ztl, piste ciclabili, biblioteche comunali, raccolta differenziata, centri per il riuso, consumo di suolo, piantumazioni, videosorveglianza. Esempi di indicatori qualitativi comunali: educazione alimentare, food policy, Paesc, Comunità energetica rinnovabile, Piano transizione al digitale, Piano eliminazione barriere architettoniche, Piano di protezione civile, Tariffazione puntale della Tari, Master plan verde urbano, Regolamento beni comuni, Valutazione di impatto generazionale.
Tra gli indicatori dedicati a Province e Città Metropolitane ecco alcuni esempi: incidentalità strade provinciali, sicurezza edifici scolastici, consumi energetici, manutenzioni stradali, polizia provinciale, collaborazione con i Comuni, Piano per la rigenerazione energetica degli edifici, Piano transizione al digitale, Piano per l’accessibilità degli edifici scolastici.
Il monitoraggio della Rete dei Comuni Sostenibili è uno strumento unico in Italia, tra le poche eccezioni a livello europeo, che è stato elaborato grazie al lavoro del Comitato Scientifico, in collaborazione con l’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e dialogando con il Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea.
Il Comune, la Provincia o la Città Metropolitana, aderendo alla Rete, si impegna a farsi monitorare annualmente e a darsi degli obiettivi di miglioramento delle performance degli stessi indicatori. Per ogni indicatore viene fornita la tendenza pregressa, nel breve periodo e nell’ultimo anno analizzato. Inoltre, per alcuni indicatori viene calcolata la raggiungibilità di obiettivi fissati da ogni singolo ente. Non solo, per quei Comuni che vedono anche la propria Provincia o Città Metropolitana aderente e monitorata, per circa 30 indicatori viene fornito il confronto multilivello.
Il monitoraggio della Rete avviene tramite la piattaforma digitale Arenula. Dopo l’inserimento dei dati, in tempo reale, sono visibili le tendenze e le valutazioni. Al termine dell’inserimento dei dati viene redatto e consegnato all’ente il “Rapporto di Sostenibilità”, la relazione annuale con dati e grafici, da integrare all’interno degli strumenti di programmazione comunale, quale il DUP. Agli enti che si sottopongono al monitoraggio viene assegnata la “Bandiera Sostenibile” consegnata nel corso di una cerimonia che avviene in occasione dell’Assemblea Nazionale della Rete.
Nel 2026 è iniziato in via sperimentale anche il monitoraggio riguardante le Unioni di Comuni con la redazione dei Rapporti di sostenibilità sia dei singoli Comuni sia dell’Unione, come aggregazione dei risultati di tutti gli enti che la compongono.