16 Gen Aran: nel nuovo rapporto semestrale un ritratto aggiornato delle retribuzioni nella Pubblica Amministrazione
È stato pubblicato oggi un nuovo numero del Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti, previsto dall’articolo 46, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, pubblicazione periodica che analizza i livelli e le dinamiche retributive nella pubblica amministrazione.
In questa edizione, il Rapporto concentra la propria attenzione sui differenziali retributivi territoriali nel comparto Sanità, con particolare riferimento al personale non dirigente, introducendo una riflessione innovativa che affianca, alla più tradizionale analisi delle dinamiche nel tempo, quella dei livelli retributivi effettivamente corrisposti e delle differenze territoriali tra i suddetti livelli retributivi.
Dall’analisi emerge come, a parità di profilo professionale, le differenze retributive tra aziende sanitarie risultino complessivamente non particolarmente elevate, a conferma del ruolo di regolazione centrale svolto dal contratto collettivo nazionale. Le retribuzioni medie di fatto si attestano su livelli prossimi ai 36.000 euro per gli infermieri, intorno ai 29.500 euro per gli assistenti amministrativi e a circa 28.100 euro per gli operatori sociosanitari, con scarti tra i livelli più bassi e più alti tra i 4.000 e i 5.000 euro annui.
L’approfondimento territoriale evidenzia l’assenza di marcate fratture regionali, a favore di modelli di contiguità territoriale, con aziende sanitarie geograficamente vicine che tendono ad allineare i trattamenti retributivi. Accanto al fattore territoriale, il Rapporto analizza anche i diversi stili gestionali adottati dalle aziende, mettendo in luce modalità differenziate di utilizzo della componente accessoria della retribuzione.
La seconda parte del Rapporto è dedicata all’andamento delle retribuzioni contrattuali nella pubblica amministrazione e nel settore privato, aggiornato al terzo trimestre 2025. I dati mostrano una crescita tendenziale per l’intera economia ancora superiore all’inflazione, seppur in rallentamento rispetto ai trimestri precedenti, con dinamiche differenziate tra settore pubblico e privato e con un ruolo rilevante svolto dall’indennità di vacanza contrattuale e dai rinnovi contrattuali più recenti.
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