Castelfranco Piandiscò (AR)

Provincia di Arezzo

Altitudine 281 m.s.l.m

Abitanti 9795

Sito www.comune.castelfranco-piandisco.ar.it/it

Sindaco Michele Rossi

Patrono San Filippo Neri, 26 maggio

Presentazione e storia

Comune unico dal 2014, Castelfranco Pian di Scò è il risultato della fusione tra Castelfranco di Sopra e Pian di Scò, due centri situati lungo la Via Sette-

ponti, ai confini del territorio fiorentino e immersi nel suggestivo paesaggio delle Balze del Valdarno. Castelfranco di Sopra è riconosciuto come uno dei Borghi più belli d’Italia e, con San Giovanni Valdarno e Terranuova Bracciolini, è una delle tre “terre nuove” create da Firenze alla fine del XIII secolo per garantire un controllo militare sul Valdarno Superiore e contrastare le ambizioni espansionistiche di Arezzo. La fondazione di Castelfranco risale al 1296, in un’area già abitata chiamata Casuberti, secondo la tradizione progettata da Arnolfo di Cambio. Il nome Castelfranco deriva dall’esenzione fiscale concessa agli abitanti delle campagne e dei borghi circostanti che decidevano di trasferirsi

nella nuova città. Pian di Scò, anch’esso situato sulla Via Setteponti, si sviluppò nel medioevo attorno a una chiesa battesimale. Con la fondazione di Castelfranco di Sopra, fu aggregato da Firenze alla “terra nuova”, diventando un avamposto contro Arezzo e le potenti famiglie ghibelline locali, gli Ubertini e i Pazzi. Nel 1809, durante l’occupazione napoleonica dell’Italia, Pian di Scò ottenne lo status di comune autonomo. Nella frazione Casabiondo si trova l’Oratorio dell’Immacolata Concezione, eretto in epoca rinascimentale e ristrutturato alla fine del XVII secolo in uno stile barocco sobrio. Nel medioevo, Faella era parte del contado sotto il controllo diretto di Firenze; con la creazione

delle “terre nuove”, entrò nella “Lega di Castelfranco” insieme ad altre comunità locali e nel 1809 fu incorporata nel nuovo comune di Pian di Scò.

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