Cappella Maggiore: dai giovani una spinta verso la sostenibilità

Cappella Maggiore: dai giovani una spinta verso la sostenibilità

Presentato pubblicamente il Rapporto di sostenibilità 2023 del comune veneto insieme agli studenti dell’istituto comprensivo

Raccolta differenziata record, consumo di suolo verso l’azzeramento e avviamento dell’iter per la costituzione di una Comunità energetica rinnovabile (tra i primi comuni italiani a farlo). Sono solo alcuni dei settori in cui il Comune di Cappella Maggiore, in provincia di Treviso, si è contraddistinto per un miglioramento concreto e tangibile, tanto da essere “misurato” e certificato dalla Rete dei Comuni Sostenibili.

Mercoledì 28 giugno 2023, nella sala A del Centro sociale di Cappella Maggiore, è stato presentato il primo Rapporto di sostenibilità del comune. Per la Rete è intervenuto Maurizio Gazzarri, responsabile analisi e sviluppo del monitoraggio, mentre per l’amministrazione comunale la sindaca Mariarosa Barazza. All’iniziativa hanno partecipato anche i ragazzi dell’istituto comprensivo, accompagnati dal dirigente scolastico Elvio Poloni, che hanno presentato i loro progetti di sostenibilità, contribuendo di fatto all’operato del comune in materia di sviluppo sostenibile. Oltre ai progetti della scuola, si è parlato anche della nuova comunità energetica rinnovabile, “CM Soleinsieme”. Ha moderato l’incontro Valentina Ricesso, assessora all’ambiente.

 

Il Rapporto di Sostenibilità 2023 di Cappella Maggiore: i dettagli

La Rete dei Comuni Sostenibili, approfondendo e studiando i dati forniti dal comune e quelli recuperati da banche dati gestite da istituti di ricerca quali Istat e Ispra, ha stilato il Rapporto di sostenibilità 2023 del comune trevigiano di Cappella Maggiore.

 

Il report valuta 78 indicatori, la maggior parte dei quali su materie di stretta competenza dei comuni. Cappella Maggiore è al suo primo Rapporto di sostenibilità, frutto della elaborazione degli indicatori elaborati dalla Rete dei Comuni Sostenibili con la collaborazione di ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Il progetto di monitoraggio è stato messo sotto la lente di ingrandimento dal Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea quale buona pratica da esportare in altri paesi europei.

 

I dati del Rapporto di Sostenibilità di Cappella Maggiore fanno riferimento sia al breve periodo (cioè il quinquennio 2017/2022) sia al biennio 2021/22. Per i 57 indicatori quantitativi è stata fatta una valutazione delle tendenze basata su dati numerici, tendenza che può essere di miglioramento o di peggioramento. Per i 21 indicatori qualitativi è stata, invece, fatta una valutazione inerente allo stato dell’iter di approvazione di strumenti di pianificazione tematici o di scelte amministrative non misurabili in modo numerico.

 

Dal punto di vista ambientale, significativi sono: il raggiungimento del 100% di cibi biologici nelle mense scolastiche comunali; il decremento dei consumi energetici pro capite da parte del comune, frutto anche del passaggio a LED che ha raggiunto il 96% dell’illuminazione pubblica; l’incremento delle colonnine di ricarica per le auto elettriche così come del servizio di bike sharing; il raggiungimento degli obiettivi regionali connessi ai rifiuti, a partire dalla altissima percentuale di raccolta differenziata (90,6%) e alla copertura del 100% della tariffazione puntuale; l’incremento fino al 100% dell’uso dei Criteri Ambientali Minimi per gli acquisti di beni e servizi e il quasi azzeramento del consumo di nuovo suolo nel 2021 (appena 0,11 ettari).

 

Sul fronte economico, ma anche da quello dell’efficienza della macchina comunale, si segnalano: l’aumento della capacità di riscossione, che ha superato il 94%; il pagamento con 7 giorni medi di anticipo sulla scadenza delle fatture, una forma di attenzione e vicinanza al tessuto economico della città e il mantenimento allo 0% dell’addizionale Irpef comunale per redditi pari a 12 mila euro.

 

Dal punto di vista dell’innovazione digitale, importante la quantità di servizi di pagamento inclusi nelle app PagoPa e Io.

 

In merito agli strumenti di pianificazione, Cappella Maggiore si distingue per: l’approvazione già nel 2001 del Piano per il contrasto all’inquinamento acustico; l’approvazione del PAES (Piano di azione per l’energia sostenibile) nel 2015 e l’approvazione nel 2022 del Piano antenne. Inoltre, nel 2022 è stato avviato l’iter per la realizzazione di una Comunità energetica rinnovabile, tri i primi comuni italiani a farlo.

 

In sintesi, quasi l’80% degli indicatori quantitativi su materie di competenza del comune ha visto negli ultimi cinque anni una tendenza al miglioramento.

 

“Cappella Maggiore è un piccolo comune molto attento ai temi della sostenibilità – afferma Maurizio Gazzarri, redattore del Rapporto e Responsabile analisi e sviluppo del monitoraggio della Rete –. Le azioni che vengono portate avanti ogni giorno si riflettono sugli indicatori, che evidenziano una situazione di eccellenza sugli obiettivi dell’Agenda 2030. Il Comune di Cappella Maggiore ha saputo tradurre gli obiettivi in progetti concreti coinvolgendo l’intera comunità, a partire da quella scolastica. Tra tutti gli obiettivi, segnalo quello della tariffazione puntuale rispetto ai rifiuti, aspetto che ha portato a una diminuzione della quantità di rifiuti prodotti e una percentuale altissima nella raccolta differenziata. Questo è quello che si dice governare con lo sguardo rivolto alle nuove generazioni”.

 

“Essere entrati a far parte della Rete dei Comuni Sostenibili è espressione della volontà dell’amministrazione di Cappella Maggiore di orientare la propria azione in modo più deciso ed efficace al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU – commenta la sindaca di Cappella Maggiore, Mariarosa Barazza –. Essere nel novero dei Comuni Sostenibili è un grande riconoscimento e insieme una grande sfida che vogliamo accogliere. L’associazione ci fornirà l’accompagnamento e un importante supporto per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (economico, sociale e ambientale) con strumenti e pratiche innovativi che da soli non riusciremmo ad attuare. In particolare, attraverso il monitoraggio potremo pianificare in modo appropriato e a 360 gradi il miglioramento della qualità della vita della nostra comunità locale a beneficio delle generazioni di oggi e di quelle di domani. Oggi, soprattutto, la carenza di risorse umane e di adeguate competenze limita l’azione degli enti locali. Si possono avere le idee più belle e lungimiranti ma se non si trovano strumenti per rafforzare la capacità amministrativa dei piccoli enti, strettamente correlata al reperimento delle risorse finanziarie, il rischio è di vivere la costante frustrazione di non riuscire a trasformare quelle idee in azioni e progetti concreti. In questa direzione credo un aiuto fondamentale possa venire dal fare rete, dall’aprire lo sguardo e dalle relazioni strette con altre esperienze amministrative locali, nazionali e internazionali. Confidiamo che la partecipazione attiva alla Rete dei Comuni Sostenibili possa aiutarci anche in un proficuo scambio di buone pratiche che potrà concorrere a irrobustire la capacità di risposta del nostro comune alla complessità del tempo presente e alle attese e ai bisogni crescenti dei cittadini”.

 

Cos’è la Rete dei Comuni Sostenibili

La Rete dei Comuni Sostenibili è un’associazione nazionale senza scopo di lucro aperta all’adesione di tutti i comuni italiani e unioni di comuni, a prescindere dalla dimensione, collocazione geografica e colore politico dell’amministrazione comunale. L’associazione promuove politiche per la sostenibilità ambientale, sociale, culturale ed economica, con un progetto innovativo e concreto, valorizzando le buone pratiche e accompagnando le amministrazioni locali alla territorializzazione e al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030.

È nata nel 2021 su iniziativa dell’Associazione delle Autonomie Locali Italiane (ALI), Città del Bio e Leganet, in collaborazione con ASviS, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile e in sinergia con il Joint Research Center della Commissione europea. Nel primo anno e mezzo di attività hanno aderito quasi 80 comuni e città ed è in costante espansione con oltre 300 manifestazioni d’interesse.

Ufficio Stampa Comuni Sostenibili | La White