08 Gen “Il Cammino delle Emozioni”: Sasso di Castalda trasforma il trekking in un viaggio interiore
Sasso di Castalda lancia la sua “mappa interiore”, un viaggio che non è solo trekking ma un modo per ritrovarsi
Nell’ambito del brand “Sasso Pure Experience”, il borgo lucano ridefinisce il turismo lento con quattro percorsi tematici che intrecciano natura, introspezione e installazioni uniche.
In un tempo in cui la velocità digitale e la distrazione sembrano regole inviolabili, camminare torna a essere un atto rivoluzionario. Non è più solo un gesto fisico, ma una scelta consapevole per ritrovare sé stessi. Con questa visione, l’Amministrazione Comunale di Sasso di Castalda inaugura “Il Cammino delle Emozioni”.
È un progetto che va oltre la semplice escursione per disegnare una vera e propria geografia dell’interiorità. Quattro sentieri tematici — Amore, Gentilezza, Ascolto, Incanto — non sono percorsi da coprire, ma spazi da abitare, in cui lasciare emergere domande, memorie, stati d’animo. La toponomastica non è casuale, ma risponde a una precisa volontà istituzionale. Con l’istituzione del Sentiero della Gentilezza, in particolare, l’Ente dà sostanza fisica all’adesione al progetto nazionale “Costruiamo Gentilezza”. Quella che è una buona pratica amministrativa diventa così un’esperienza concreta, trasformando il percorso in un luogo dove educarsi al rispetto e alla cura del prossimo.
Nasce così un’opportunità che non si misura in chilometri ma in profondità. Il cuore di questa proposta è la visione di “Sasso Pure Experience”, un modello che sceglie autenticità e cura come fondamenta di un nuovo modo di accogliere. Chi cammina incontra segni pensati per emozionare. Non segnali convenzionali, ma elementi narrativi come cornici di legno che inquadrano la bellezza, lune che richiamano i cicli del tempo o frasi leggere come carezze. “Fermati. Respira. Vivi. Scatta.” non è uno slogan, ma un invito a rallentare, a sentire davvero. Ogni installazione diventa un punto d’ascolto, una pausa che apre una domanda e lascia spazio alla risposta.
Il sindaco Rocchino Nardo racconta il senso politico e culturale di questa scelta spiegando che «consegnare alla comunità un’opera pubblica non significa solo tagliare un nastro, ma dare a quell’infrastruttura un’anima. Per un piccolo borgo come il nostro, la sfida è evolvere. Abbiamo trasformato il recupero dei sentieri in un prodotto turistico identitario. Non abbiamo solo riaperto percorsi, li abbiamo vestiti di significato per parlare al viaggiatore contemporaneo. Sasso di Castalda dimostra che i piccoli comuni non sono luoghi fermi nel passato, ma veri laboratori di futuro».
Un luogo di bellezza, ma anche di benessere psicofisico, come sottolinea Mariangela Laurino, Assessore al Turismo. «Con “Il Cammino delle Emozioni”, Sasso di Castalda si candida a diventare uno spazio dedicato alla quiete interiore. In una società iperconnessa ma spesso disconnessa da sé, questi sentieri sono un invito a staccare, a rallentare il respiro, a camminare dentro e non solo fuori. Offriamo più di un paesaggio, proponiamo un tempo diverso, fatto di silenzi, lentezza e piccoli stupori. Una vera esperienza di ascolto emotivo».
La validità dell’intervento è garantita anche dal rigore ambientale, in piena coerenza con l’appartenenza del borgo alla Rete dei Comuni Sostenibili. È proprio su questo aspetto che pone l’accento Laura Mongiello, Assessore Regionale all’Ambiente. «Questo progetto rimette al centro il rapporto profondo che esiste tra l’uomo e l’ambiente. Il benessere che si può trarre da questi luoghi è sia fisico che mentale e trova fondamento anche in una base scientifica, perché numerosi studi dimostrano come la fruizione della natura e della bellezza dei paesaggi generi benefici psicologici concreti. Il Comune di Sasso di Castalda e la Regione Basilicata continuano a lavorare sinergicamente per uno sviluppo sostenibile, capace di diventare anche motore di crescita economica per il territorio».
La dimensione simbolica si intreccia infine con quella identitaria. Sasso di Castalda è la terra d’origine della famiglia di Rocco Petrone, l’ingegnere della NASA che rese possibile il viaggio sulla Luna. Ma qui il satellite perde la veste eroica della conquista tecnologica e diventa archetipo. È una guida silenziosa, specchio delle trasformazioni interiori e luce che accompagna chi cammina per ritrovarsi.
In un tempo in cui la velocità digitale e la distrazione sembrano regole inviolabili, camminare torna a essere un atto rivoluzionario. Non è più solo un gesto fisico, ma una scelta consapevole per ritrovare sé stessi. Con questa visione, l’Amministrazione Comunale di Sasso di Castalda inaugura “Il Cammino delle Emozioni”.
È un progetto che va oltre la semplice escursione per disegnare una vera e propria geografia dell’interiorità. Quattro sentieri tematici — Amore, Gentilezza, Ascolto, Incanto — non sono percorsi da coprire, ma spazi da abitare, in cui lasciare emergere domande, memorie, stati d’animo. La toponomastica non è casuale, ma risponde a una precisa volontà istituzionale. Con l’istituzione del Sentiero della Gentilezza, in particolare, l’Ente dà sostanza fisica all’adesione al progetto nazionale “Costruiamo Gentilezza”. Quella che è una buona pratica amministrativa diventa così un’esperienza concreta, trasformando il percorso in un luogo dove educarsi al rispetto e alla cura del prossimo.
Nasce così un’opportunità che non si misura in chilometri ma in profondità. Il cuore di questa proposta è la visione di “Sasso Pure Experience”, un modello che sceglie autenticità e cura come fondamenta di un nuovo modo di accogliere. Chi cammina incontra segni pensati per emozionare. Non segnali convenzionali, ma elementi narrativi come cornici di legno che inquadrano la bellezza, lune che richiamano i cicli del tempo o frasi leggere come carezze. “Fermati. Respira. Vivi. Scatta.” non è uno slogan, ma un invito a rallentare, a sentire davvero. Ogni installazione diventa un punto d’ascolto, una pausa che apre una domanda e lascia spazio alla risposta.
Il sindaco Rocchino Nardo racconta il senso politico e culturale di questa scelta spiegando che «consegnare alla comunità un’opera pubblica non significa solo tagliare un nastro, ma dare a quell’infrastruttura un’anima. Per un piccolo borgo come il nostro, la sfida è evolvere. Abbiamo trasformato il recupero dei sentieri in un prodotto turistico identitario. Non abbiamo solo riaperto percorsi, li abbiamo vestiti di significato per parlare al viaggiatore contemporaneo. Sasso di Castalda dimostra che i piccoli comuni non sono luoghi fermi nel passato, ma veri laboratori di futuro».
Un luogo di bellezza, ma anche di benessere psicofisico, come sottolinea Mariangela Laurino, Assessore al Turismo. «Con “Il Cammino delle Emozioni”, Sasso di Castalda si candida a diventare uno spazio dedicato alla quiete interiore. In una società iperconnessa ma spesso disconnessa da sé, questi sentieri sono un invito a staccare, a rallentare il respiro, a camminare dentro e non solo fuori. Offriamo più di un paesaggio, proponiamo un tempo diverso, fatto di silenzi, lentezza e piccoli stupori. Una vera esperienza di ascolto emotivo».
La validità dell’intervento è garantita anche dal rigore ambientale, in piena coerenza con l’appartenenza del borgo alla Rete dei Comuni Sostenibili. È proprio su questo aspetto che pone l’accento Laura Mongiello, Assessore Regionale all’Ambiente. «Questo progetto rimette al centro il rapporto profondo che esiste tra l’uomo e l’ambiente. Il benessere che si può trarre da questi luoghi è sia fisico che mentale e trova fondamento anche in una base scientifica, perché numerosi studi dimostrano come la fruizione della natura e della bellezza dei paesaggi generi benefici psicologici concreti. Il Comune di Sasso di Castalda e la Regione Basilicata continuano a lavorare sinergicamente per uno sviluppo sostenibile, capace di diventare anche motore di crescita economica per il territorio».
La dimensione simbolica si intreccia infine con quella identitaria. Sasso di Castalda è la terra d’origine della famiglia di Rocco Petrone, l’ingegnere della NASA che rese possibile il viaggio sulla Luna. Ma qui il satellite perde la veste eroica della conquista tecnologica e diventa archetipo. È una guida silenziosa, specchio delle trasformazioni interiori e luce che accompagna chi cammina per ritrovarsi.
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