Nel segno dei giovani la quarta assemblea nazionale della Rete dei Comuni Sostenibili. Nasce anche Arenula, la nuova piattaforma per misurare la sostenibilità degli enti locali

Nel segno dei giovani la quarta assemblea nazionale della Rete dei Comuni Sostenibili. Nasce anche Arenula, la nuova piattaforma per misurare la sostenibilità degli enti locali

Roma, 8 aprile 2026. È partita nel segno dei giovani la quarta assemblea nazionale della Rete dei Comuni Sostenibili. Nell’auditorium del Museo dell’Ara Pacis di Roma hanno preso il via i lavori della kermesse annuale dell’associazione che si occupa di promuovere e “misurare” lo sviluppo sostenibile degli enti locali italiani che hanno deciso di aderire al progetto. E quest’anno i giovani rivestono un ruolo centrale, ma nello stile della Rete, che è reale e concreto: grazie a una modifica dello statuto approvata dall’assemblea, è stato costituito il Coordinamento nazionale dei giovani under 36 della Rete. Un passo significativo per l’“Italia dei Comuni Sostenibili” – questo il nome dell’assemblea – che va a braccetto con un altro tema affrontato: la VIG, la Valutazione d’Impatto Generazionale nei comuni, sulla quale si sono confrontati giovani amministratori da tutta Italia.

 

Altra grande protagonista della prima giornata dell’assemblea nazionale della Rete dei Comuni Sostenibili è stata la nuovissima piattaforma: Arenula. Questo strumento, che è stato avviato da pochissime settimane, consentirà di migliorare la qualità e la profondità della misurazione della sostenibilità dei territori.

 

Arenula, implementata ad hoc per la Rete dei Comuni Sostenibili dalla società Traent (www.arenula.eu) è una piattaforma unica nel suo genere ed è a esclusivo utilizzo degli enti locali aderenti alla Rete dei Comuni Sostenibili. Il nome Arenula deriva dalla via di Roma in cui, da questa primavera, ha sede la Rete dei Comuni Sostenibili. Arenula deriva da “rena”, cioè dalla sabbia depositata dal fiume Tevere lungo le sue sponde. Diviene, quindi, la rappresentazione del rapporto tra città e fiume e, più in generale, riassume l’equilibrio tra la vita delle persone e l’ambiente circostante, tra umanità e natura. Il nome evoca il concetto di adattamento: mostra come l’umanità possa adattarsi alla natura, non dominarla. Non solo, se Arenula è anche “sabbia” e la sabbia rappresenta il tempo che scorre, come in una clessidra. Ogni granello è un dato, una informazione, una tendenza: tutti elementi indispensabili per darsi obiettivi e impegnarsi per raggiungerli, senza rimandare le scelte e le azioni a domani. Il logo di Arenula contiene quattro foglioline colorate che rimandano ai quattro pilastri della sostenibilità dell’Agenda 2030: ambientale, economica, sociale, istituzionale.

 

Per gli enti aderenti alla Rete, Arenula consente una grande varietà di opzioni. Ad esempio:
– inserire, aggiornare e conservare i dati utili al monitoraggio degli indicatori;

– per i comuni, poter definire su 15 indicatori obiettivi quantitativi da raggiungere e vederne la valutazione di raggiungibilità;

– visualizzare, immediatamente dopo l’inserimento dei dati, le tendenze degli indicatori quantitativi e le valutazioni degli indicatori qualitativi;

– visualizzare grafici e tabelle di sintesi dei risultati;

– conservare e scaricare i Rapporti di sostenibilità annuali, certificati con un sistema di blockchain che consente di identificare, tracciare, conservare e formalizzare il documento, che quindi assume carattere ufficiale, certificato e immutabile;

– leggere nei Rapporti, e tenerne di conto, i commenti e i consigli redatti ad hoc dai tecnici esperti della Rete dei Comuni Sostenibili;

– interloquire direttamente con la Rete inviando domande, note e commenti.

 

Della presentazione di Arenula in assemblea si è occupato il direttore tecnico della Rete dei Comuni Sostenibili, Maurizio Gazzarri.

 

Particolarmente significativi, nella giornata di oggi, gli interventi istituzionali.

 

Benedetta Squittieri (copresidente della Rete dei Comuni Sostenibili): “Ringrazio tutti i sindaci e gli amministratori locali, oltre che tutte le persone che hanno reso possibile anche questa nuova edizione dell’assemblea nazionale della nostra associazione. La Rete dei Comuni Sostenibili nasce sull’esigenza di confrontarsi sugli obiettivi di Agenda 2030 per rendere concreto e misurabile tutto il lavoro che viene svolto ogni giorno sui territori ed è dal loro protagonismo che passa la realizzazione degli obiettivi delle Nazioni Unite, dal mettere al centro degli strumenti di programmazione la sostenibilità. La sostenibilità, infatti, deve essere l’architettura delle politiche pubbliche. I territori e le comunità che li abitano restituiscono il quadro reale del funzionamento delle politiche di sostenibilità, di inclusione, ambientali: la territorializzazione di queste politiche, quindi, è una scelta importantissima. Qui c’è un’Italia che questa scelta l’ha già fatta: con azioni concrete e quotidiane verso la realizzazione degli obiettivi di Agenda 2030. E la Rete include, al momento, oltre 180 enti locali di ogni colore politico. Non siamo, però, una somma di numeri, ma una comunità attiva. La Rete, però, non si limita a parlare di sostenibilità ma la misura con strumenti innovativi e in grado di restituire un quadro reale della situazione, in modo da essere un supporto importante per gli enti locali che decidono di intraprendere questo cammino insieme a noi. Infine, i giovani sono al centro più che mai di questa assemblea: introdurremo il Coordinamento dei giovani under 36 all’interno dell’associazione e discuteremo della VIG, la Valutazione d’Impatto Generazionale. Sono segnali che la Rete dei Comuni Sostenibili cresce, si inserisce nei dibattiti nazionali ed europei. In un mondo in cui crescono le divisioni e la cooperazione fa fatica ad affermarsi, i territori, le città, dimostrano che un cambiamento è possibile”.

 

Carlo Petrini (fondatore di Slow Food): “Viviamo in un momento di transizione in cui il cambio dei comportamenti personali e collettivi sta alla base della rigenerazione di una politica che rispetti l’ambiente. Tra i temi più importanti è impossibile ignorare il vergognoso spreco alimentare: buttiamo via il 30% del cibo che produciamo, un miliardo e mezzo di tonnellate ogni anno. La FAO ci dice che 860 milioni di persone sono sotto la soglia della corretta nutrizione e oltre 20 milioni di persone muoiono ogni anno per fame e in gran parte sono bambini. Che i comuni possano dare il buon esempio e attivare forme educative nei confronti dei propri cittadini, di condivisione e di mobilitazione per cambiare alcuni paradigmi è indubbiamente un percorso virtuoso preziosissimo. Il mio augurio è che la Rete dei Comuni Sostenibili possa rafforzarsi sempre di più, per contribuire a realizzare un cambiamento epocale che fino ad oggi non abbiamo sostenuto compiutamente perché succubi di un consumismo compulsivo dove l’unico parametro di benessere è il Prodotto Interno Lordo. Occorre trovare altre forme di valutazione del benessere delle persone, altri paradigmi. Penso ai beni comuni, i beni relazionali, che devono essere i beni della transizione ecologica. Inizia un’epoca che non chiamerei di mortificazione, ma di liberazione. E fare in modo che questi cambiamenti possano realizzarsi con gioia, con la forza di idee che possono realizzarsi attraverso una fraternità universale che tutti noi siamo chiamati ad abbracciare. Auguro alla Rete e agli amministratori locali di essere un punto di riferimento per i cittadini”.

 

Gilberto Pichetto Fratin (ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica): “Ci tengo molto a portare il mio saluto a questa assemblea perché la vostra associazione – la più grande in Europa di comuni, province, città metropolitane e regioni che si dedicano allo sviluppo sostenibile – prende le mosse da quella che è la dimensione più vera del nostro Paese, quella territoriale. Non capiremo mai la nostra realtà se non la guarderemo attraverso il caleidoscopio dei suoi oltre ottomila comuni, delle molteplici comunità umane che in essi si esprimono concorrendo a quel meraviglioso racconto comune che è la nostra Italia. Un florilegio di realtà cresciute sul territorio e da esso e con esso plasmate nella storia. Una dimensione sociale che si intreccia con quella naturale e ambientale in quel merletto di cultura e storia che ammanta di bellezza il nostro Paese. Una circostanza che ci fa anche vivere, sfortunatamente, in prima linea la crisi climatica, che scarica i suoi effetti sull’Italia più che in altri Paesi e regioni europee. È dal territorio, dunque, che deve organizzarsi e partire la risposta, e il ruolo che la Rete dei Comuni Sostenibili svolge è prezioso, cruciale, per implementare le politiche di sostenibilità, rilevarne e misurarne gli effetti, migliorarne l’efficacia, perseguendo una neutralità climatica vantaggiosa per tutti. Un lavoro fatto di pianificazione strategica, definizione di obiettivi di miglioramento, progetti e azioni concrete, con il coinvolgimento delle comunità locali, non può che suscitare il mio plauso, al quale aggiungo la disponibilità all’ascolto del mio ministero. La vostra missione, accompagnare gli enti locali nella messa a terra dei traguardi di sostenibilità, si affianca alla nostra, perché le opportunità della transizione siano colte con vantaggio per tutte le mille e preziose comunità che compongono la nostra Italia”.

 

Raffaele Fitto (vicepresidente esecutivo della Commissione europea e commissario europeo per la politica regionale, la coesione e le riforme): “Ringrazio i sindaci e la Rete dei Comuni Sostenibili per il grande lavoro che svolgono ogni giorno con impegno autentico e visione di lungo periodo. I comuni sono la rappresentazione democratica più vicina ai cittadini e gli amministratori locali che si occupano delle tematiche più prossime alle comunità esercitano la democrazia nella sua forma più autentica e responsabile. I sindaci e gli amministratori locali sono i più convinti europeisti perché, per esperienza diretta, sono i primi a riconoscere il valore dell’istituzione, tra fondi strutturali, programmi d’investimento e politiche di coesione: l’Europa è, infatti, un alleato concreto per un comune. La politica di coesione è lo strumento con cui l’Unione Europea traduce i propri valori in investimenti. I comuni hanno bisogno anche di una visione strategica di lungo periodo ed ecco perché tra le priorità, come vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, c’è stata l’adozione della prima Agenda per le Città. Un’agenda che nasce dall’ascolto degli enti locali e che punta a dare agli enti locali una voce più forte nell’elaborazione delle politiche europee, in grado di dare voce e semplificare il rapporto dei territori, di ogni dimensione, con l’Unione Europea. La Rete dei Comuni Sostenibili si inserisce perfettamente in questo contesto di collaborazione tra istituzioni europee e locali. Il lavoro di monitoraggio, di allineamento agli obiettivi di Agenda 2030 delle Nazione Unite e agli obiettivi di neutralità climatica 2050 della Commissione Europea, è un contributo prezioso. Dimostra che la sostenibilità non è un obiettivo astratto, ma una pratica quotidiana costruita comune per comune, territorio per territorio. La Commissione Europea è al vostro fianco. I risultati che emergono dall’assemblea sono un contributo concreto alla realizzazione di un’Europa più coesa, più sostenibile e più vicina ai suoi cittadini”.

 

Hanno portato i propri saluti tramite lettera o videomessaggio anche i presidenti delle Regioni Umbria e Veneto, Stefania Proietti e Alberto Stefani.

 

Dopo gli interventi istituzionali, ecco i classici panel e speech tematici: tra Anci, ASviS, Symbola e IFEL, protagonisti anche Leganet e gli altri partner della Rete in occasione dell’assemblea, Controlla Bolletta, Wisetown, Parsec 3.26, Geolander, poi l’intelligenza artificiale, l’impatto climatico zero, la lotta allo spreco alimentare e la Staffetta blu della legalità. Spazio anche alla consegna della Libellula dei Comuni Sostenibili a quegli enti che hanno fatto il loro ingresso nell’associazione quest’anno. Non sono mancate le nuove “Menzioni speciali” assegnate dalla Rete in collaborazione con i partner: per M’Illumino di Meno, in collaborazione con Caterpillar di Radio 2, sono stati premiati i Comuni di Capannori, Codroipo e Quiliano; per Cresco Award Città Sostenibili, in collaborazione con la Fondazione Sodalitas, i Comuni di Gualdo Tadino, Capannoli e Rocca Sinibalda; per “Buone pratiche Stati generali delle città intelligenti”, in collaborazione con City Vision, i Comuni di Aielli e Tollo e la Provincia di Latina. Tra i sindaci, è intervenuto Marco Fioravanti, primo cittadino di Ascoli Piceno, che ha annunciato in assemblea l’adesione del proprio comune alla Rete.

 

Ecco i partner della quarta assemblea nazionale della Rete dei Comuni Sostenibili: Leganet, Controlla Bolletta, Wisetown, Parsec 3.26 e Geolander.