25 Mag L’innovazione che parte dai territori
Il report OCSE sull’Umbria e la sfida di costruire innovazione, competitività e intelligenza artificiale senza perdere il valore umano e la qualità della vita dei territori
di Massimiliano Presciutti, Presidente della Provincia di Perugia
Il report OCSE “Rethinking Regional Attractiveness in the Italian Region of Umbria”, pubblicato nel 2025, basato su dati raccolti prevalentemente fino al 2024, realizzato con il supporto della Commissione Europea e in raccordo con la Regione Umbria, ci consegna una fotografia molto chiara del nostro territorio.
Dentro questa analisi ci sono certamente fragilità che non possiamo ignorare. Il tema della connettività, la difficoltà di trattenere competenze giovani, la necessità di rafforzare innovazione, trasformazione digitale e capacità competitiva delle imprese umbre, insieme alla qualità e accessibilità dei servizi pubblici. L’OCSE parla apertamente di una “development trap”, una trappola dello sviluppo, e di una “talent development trap”, legata all’invecchiamento della popolazione e alla difficoltà di attrarre e trattenere competenze qualificate.
Sul piano digitale, il report evidenzia che la copertura in fibra ottica in Umbria raggiungeva circa il 52% della popolazione, contro un valore mediano del 61% in Italia e del 65% a livello europeo. Anche le velocità di connessione risultano inferiori rispetto ai livelli medi OCSE, soprattutto nelle aree interne e montane dove la diffusione della connettività è storicamente più complessa. Il tema non riguarda soltanto cittadini e famiglie, ma anche la competitività delle imprese umbre, soprattutto nei territori periferici e nelle aree interne, dove il digital divide rischia di trasformarsi in un divario economico e occupazionale sempre più difficile da colmare. Il report mette in evidenza anche una difficoltà nel trasformare ricerca, innovazione e qualità della vita in nuova imprenditorialità diffusa. È una sfida che riguarda soprattutto la capacità di trattenere giovani competenze, sostenere nuove imprese innovative e accompagnare la trasformazione digitale delle PMI umbre.
Ma sarebbe un errore fermarsi soltanto qui.
Perché lo stesso report mette in evidenza anche qualcosa che spesso rischiamo di dare per scontato. L’Umbria possiede una qualità della vita, una coesione sociale e una densità relazionale straordinarie. L’OCSE segnala livelli molto elevati di soddisfazione di vita, forte partecipazione sociale e una qualità ambientale tra le più alte del Paese. È proprio questa combinazione tra relazioni, territorio e qualità della vita nettamente superiore alle medie nazionali ed europee, che viene indicata come uno dei principali asset strategici dell’Umbria per il futuro.
Ed è forse questo il dato più importante di tutti. La sfida non è scegliere tra innovazione e qualità della vita, ma usare innovazione e strumenti digitali per proteggere e rafforzare ciò che rende l’Umbria attrattiva e vivibile.
È proprio su questi aspetti nasce PerugIA Next.
Quando si è aperta la possibilità di utilizzare fondi del PNRR dedicati alla trasformazione digitale, abbiamo capito subito che non bastava investire in strumenti o infrastrutture. Serviva costruire una visione condivisa e soprattutto creare un ecosistema capace di ascoltare i bisogni reali dei territori.
Per questo la Provincia di Perugia, insieme a Regione Umbria, Università degli Studi di Perugia, Confindustria Umbria, ANCI Umbria e PuntoZero, ha deciso di costruire un laboratorio aperto dedicato ai temi dei dati, dell’innovazione pubblica e dell’intelligenza artificiale.
Non vogliamo che PerugIA Next resti un progetto per addetti ai lavori o limitato alle istituzioni,, ma un percorso che vuole mettere insieme istituzioni, imprese, università, comunità e amministrazioni locali. L’obiettivo non è inseguire una tecnologia, ma capire come utilizzare dati e intelligenza artificiale per migliorare concretamente la vita delle persone, la qualità dei servizi pubblici e la capacità dei territori di affrontare il futuro.
Per questo il progetto lavorerà molto anche attraverso i DigiPASS territoriali, che rappresentano uno strumento fondamentale di ascolto, formazione e accompagnamento delle comunità locali. Perché il rischio più grande oggi è creare innovazione senza relazione, trasformazione digitale senza partecipazione, tecnologie che aumentano invece di ridurre le disuguaglianze.
L’OCSE sottolinea che i territori che riescono a costruire collaborazione reale tra soggetti diversi possono affrontare il cambiamento più rapidamente e in modo più sostenibile. È esattamente quello che vogliamo fare.
Per questo abbiamo affidato la direzione scientifica del percorso a Luca De Biase, con cui condividiamo l’idea che innovazione e tecnologia debbano restare profondamente legate alla dimensione umana, sociale e territoriale.
L’Umbria non deve rincorrere modelli costruiti altrove. Deve costruire il proprio modello di innovazione. Un modello in cui il digitale non cancelli la prossimità, ma la renda più forte. In cui i dati siano uno strumento di conoscenza condivisa e non qualcosa di distante o opaco. In cui l’intelligenza artificiale non venga subita, ma governata.
Perché l’innovazione non riguarda soltanto la tecnologia, ma la capacità di costruire sviluppo senza perdere ciò che rende l’Umbria un territorio ancora profondamente umano, relazionale e vivibile.
Articolo di Massimiliano Presciutti, Presidente della Provincia di Perugia e Sindaco di Gualdo Tadino. È stato pubblicato sul Corriere dell’Umbria venerdì 22 maggio 2026.