Dagli obiettivi ai risultati: la proposta della Rete per una nuova Strategia nazionale di sviluppo sostenibile

Dagli obiettivi ai risultati: la proposta della Rete per una nuova Strategia nazionale di sviluppo sostenibile

La Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile ha rappresentato un avanzamento importante: ha assunto l’Agenda 2030 come riferimento, introdotto il principio della coerenza delle politiche, rafforzato partecipazione e dimensione territoriale. La Rete dei Comuni Sostenibili ha sempre cercato di valorizzare queste acquisizioni. Ma a pochi anni dal 2030 emerge con evidenza la distanza fra gli obiettivi dichiarati e i risultati. L’Italia resta lontana da molti Target, mentre persistono e in alcuni casi crescono disuguaglianze sociali e territoriali. Il limite principale non è dunque nella validità degli obiettivi, ma nella capacità di tradurli in politiche coerenti, risorse e responsabilità verificabili.

È da questa valutazione che nasce il documento approvato dal Consiglio nazionale della Rete dei Comuni Sostenibili, con quindici proposte per la SNSvS 2027-2030 che poniamo all’attenzione delle istituzioni e di altre associazioni. La scelta di fondo è trasformare la Strategia da quadro prevalentemente programmatico in uno strumento effettivo di governo delle trasformazioni del Paese, collegato alla programmazione economica e finanziaria e capace di intervenire quando gli indicatori segnalano che gli obiettivi non saranno raggiunti.

Obiettivi, responsabilità e risorse

Tra le proposte più significative vi è una Mappa nazionale dei Target, che associ a ciascun obiettivo responsabilità istituzionali, politiche, indicatori e risorse, accompagnata da un Piano di Accelerazione concentrato sui Target fuori traiettoria. La Rete propone inoltre un “test SNSvS” per leggi e grandi programmi d’investimento e uno SDG tagging della Legge di Bilancio e della spesa pubblica, perché sostenibilità e decisioni finanziarie non procedano più su binari separati.

Decisiva è la dimensione territoriale. Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni devono diventare co-programmatori della Strategia. Servono risorse stabili oltre il PNRR, un Fondo territoriale pluriennale che tenga conto delle vulnerabilità e della capacità amministrativa e strumenti che premino gli enti capaci di misurare e migliorare le proprie performance.

Misurare per governare

Il monitoraggio diventa così uno strumento di governo. La Rete propone un sistema nazionale accreditato dei monitoraggi locali e delle Voluntary Local Reviews, interoperabile con Stato, ISTAT, Regioni e autonomie locali, valorizzando l’esperienza già maturata dalla RCS.

A questo si affianca una verifica pubblica annuale: ogni Target dovrà risultare in traiettoria, a rischio o fuori traiettoria e, in quest’ultimo caso, dovrà scattare una misura correttiva con risorse e scadenze. Parlamento, Governo, Forum nazionale e autonomie territoriali entrerebbero così in un unico ciclo di misurazione, responsabilità e correzione delle politiche. È questo il salto necessario: fare della sostenibilità non soltanto un insieme di obiettivi condivisi, ma un criterio concreto con cui governare il futuro del Paese.

Marco Filippeschi – Direttore scientifico della RCS e Coordinatore del Comitato scientifico