01 Feb Rischio idrogeologico e tutela dell’acqua: trent’anni di denunce inascoltate
Da oltre trent’anni il Comune di Santo Stefano Quisquina denuncia con continuità e rigore scientifico i rischi legati alla compromissione degli equilibri idrogeologici del proprio territorio e dell’intera area sicana. Una battaglia portata avanti “non come prerogativa tribale – accusa che ci è stata spesso rivolta – ma come difesa di un patrimonio comune che riguarda tutto l’agrigentino e la Sicilia interna”, sottolinea il sindaco Francesco Cacciatore.
Nei giorni scorsi, un approfondito resoconto pubblicato da Quisquina Channel ha ricostruito nel dettaglio la situazione geomorfologica e idrografica del territorio comunale, insieme agli interventi di consolidamento e messa in sicurezza realizzati nel tempo dall’amministrazione. Un lavoro che restituisce la fragilità del territorio, ma anche l’impegno costante del Comune nella prevenzione del dissesto.
Il recente e tragico evento di Niscemi impone oggi “uno sguardo fortemente critico e una riflessione che unisce all’analisi tecnica l’esperienza e la memoria di una battaglia civica solitaria”, afferma il sindaco. “Quella tragedia è uno specchio deformante che ci è stato messo davanti e quel riflesso non può essere ignorato. Ogni comunità civica è chiamata a specchiarvisi”.
La denuncia sul bacino idrico della Quisquina
È dalla fine degli anni Novanta che il Comune di Santo Stefano Quisquina segnala formalmente il rischio idrogeologico sul bacino idrico unico della Quisquina, da cui dipende anche la sorgente di Capo Favara. “Abbiamo prodotto relazioni di riconosciuta evidenza scientifica – ricorda Cacciatore – denunciando la razzìa delle trivellazioni operate nel tempo da grandi soggetti industriali e gestori del servizio idrico, senza che mai arrivassero smentite altrettanto autorevoli sul piano scientifico”.
Secondo il sindaco, “la tutela della risorsa idrica di domani avrebbe dovuto essere un prioritario programma di Protezione civile, ma negli anni è stata sottovalutata, se non ignorata”.
Il contenzioso e le trivelle sul territorio
Più recentemente, il Comune ha diffidato AICA, Regione e Stato rispetto alla realizzazione di nuovi pozzi nello stesso bacino idrogeologico. A sostegno della posizione dell’amministrazione, autorevoli geologi hanno evidenziato come ulteriori opere di captazione possano causare “indubbie sofferenze all’attuale fonte di approvvigionamento idrico, compromettendo i delicati equilibri idrogeologici esistenti”, con un possibile abbassamento della falda tra i 30 e i 50 metri.
“Qual è stata la risposta?” si chiede il sindaco. “Un estenuante iter legale, passato dal TAR al Tribunale Superiore delle Acque, oggi ancora senza una sentenza, mentre sul territorio le trivelle si sono già insediate, pronte a perpetuare il danno denunciato. Le imprese, si sa, non aspettano: devono essere servite”.
Responsabilità, prevenzione e ruolo delle istituzioni
In un contesto segnato da cambiamenti climatici sempre più evidenti, il sindaco denuncia “un clima di scaricabarile e di temporeggiamento indegno di istituzioni che dicono di voler governare e salvaguardare gli equilibri dei territori”.
“Oggi si parla delle responsabilità dei sindaci – afferma – ma quando le amministrazioni comunali denunciano, avvertono e relazionano con largo anticipo sui disastri, allertando Regione, Stato e organi competenti, la colpa di chi è se quelle denunce restano inascoltate? Chi la rintraccia, quando poi le cose accadono?”.
Un impegno che riguarda tutti
Negli anni, il Comune di Santo Stefano Quisquina ha compiuto “sforzi titanici” per reperire fondi e realizzare interventi contro il dissesto idrogeologico. “Respingiamo con forza ogni forma di abuso istituzionalizzato e di dissipazione miope – conclude il sindaco – non solo di risorse economiche, ma anche di un patrimonio idrico e di equilibri ambientali che meritano più rispetto, più lungimiranza e più legalità, nell’interesse di tutti”.
Una testimonianza che si inserisce pienamente nei valori della Rete dei Comuni Sostenibili, richiamando il ruolo centrale della prevenzione, della tutela dei beni comuni e della responsabilità istituzionale nella gestione del territorio.
Redazione: comunicato stampa sindaco Santo Stefano Quisquina