Climate Change 2021, il sesto rapporto dell’Ipcc delle Nazioni Unite

Climate Change 2021, il sesto rapporto dell’Ipcc delle Nazioni Unite

“Non possiamo permetterci di aspettare due, cinque o 10 anni: questo è il momento, o si agisce ora o non avremo più tempo”. Paole di Alok Sharma, Presidente designato della Conferenza mondiale dell’Onu (COP26) sul clima pronunciate questa mattina alla vigilia della pubblicazione del rapporto delle Nazioni Unite.

Il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (Ipcc) ha pubblicato il più decisivo avvertimento sui pericoli e sulle conseguenze dell’accelerazione del cambiamento climatico. Sono stati 234 gli scienziati di 195 Paesi che hanno lavorato al rapporto aggiornando le ultime previsioni di sette anni fa. Tutto ciò mentre nel mondo si susseguono disastri naturali, dagli incendi più recenti in Europa e Nord America alle inondazioni di qualche giorno fa in Germania e Cina. 

Ripidi, inevitabili o “irreversibili” sono i danni che la civiltà umana sta causando all’ambiente, certifica lo studio delle Nazioni Unite, secondo cui le emissioni di gas serra nell’ambiente, se continueranno con questi ritmi, porteranno le temperature ad aumentare di 1,5°C entro i prossimi dieci anni, superando la soglia definita “di non ritorno”. Il riscaldamento terrestre è inoltre destinato a provocare un innalzamento di circa due metri del livello dei mari entro la fine di questo secolo, un processo che “non potrà essere invertito”. 

L’unica possibilità per evitare o mitigare gli effetti del riscaldamento climatico, secondo gli esperti, è una decisa riduzione immediata delle emissioni di CO2 nell’atmosfera. 

Riscaldamento più veloce

Il rapporto fornisce nuove stime sulle possibilità di superare il livello di riscaldamento globale di 1,5°C nei prossimi decenni. A meno che non ci siano riduzioni immediate, rapide e su larga scala delle emissioni di gas serra, vi si legge, limitare il riscaldamento a circa 1,5°C o addirittura 2°C sarà un obiettivo fuori da ogni portata.

Il rapporto mostra che le emissioni di gas serra provenienti dalle attività umane sono responsabili di circa 1,1°C di riscaldamento rispetto al periodo 1850-1900. Mediamente nei prossimi 20 anni, secondo il rapporto, la temperatura globale dovrebbe raggiungere o superare 1,5°C di riscaldamento. Questa valutazione si basa sulle serie di dati osservati utilizzate per valutare il riscaldamento avvenuto nel passato. Queste serie di dati sono migliorate rispetto alle analisi precedenti. Allo stesso tempo, il rapporto si basa sui più recenti avanzamenti scientifici nella comprensione delle risposte del sistema climatico alle emissioni di gas serra prodotte dalle attività umane.

“Questo rapporto è un riscontro oggettivo (reality-check)”, ha detto la co-presidente del Gruppo di Lavoro I dell’IPCC, Valérie Masson-Delmotte. “Ora abbiamo un quadro molto più chiaro del clima passato, presente e futuro, che è essenziale per capire dove siamo diretti, cosa si può fare e come ci possiamo preparare”.

Ogni regione del pianeta affronta cambiamenti che stanno crescendo

Molte caratteristiche dei cambiamenti climatici dipendono direttamente dal livello di riscaldamento globale, ma ciò che le persone vivono in prima persona in diverse aree del pianeta è spesso molto diverso dalla media globale. Per esempio, il riscaldamento sulla superfice terrestre è più elevato rispetto alla media globale, nell’Artico è più del doppio.

“I cambiamenti climatici stanno già influenzando ogni regione della Terra, in molteplici modi. I cambiamenti che stiamo vivendo aumenteranno con un ulteriore incremento del riscaldamento”, ha detto il co-presidente del Gruppo di Lavoro I dell’IPCC, Panmao Zhai.

Dalle analisi del rapporto emerge che nei prossimi decenni un aumento dei cambiamenti climatici è atteso in tutte le regioni. Con 1,5°C di riscaldamento globale, ci si attende un incremento del numero di ondate di calore, stagioni calde più lunghe e stagioni fredde più brevi. Con un riscaldamento globale di 2°C, gli estremi di calore raggiungerebbero più spesso soglie di tolleranza critiche per l’agricoltura e la salute.

Ma la temperatura non è l’unico elemento in gioco. I cambiamenti climatici stanno portando molti cambiamenti in diverse regioni, e tutti aumenteranno con un ulteriore riscaldamento. Questi includono cambiamenti nei valori dell’umidità, nei venti, nella neve e nel ghiaccio, nelle aree costiere e negli oceani.

Per esempio:

  • I cambiamenti climatici stanno intensificando il ciclo dell’acqua. Questo porta, in alcune regioni, piogge più intense e inondazioni ad esse associate, in molte altre regioni porta a siccità più intense.
  • I cambiamenti climatici stanno influenzando gli andamenti delle precipitazioni. Alle alte latitudini, è probabile che le precipitazioni aumentino, mentre ci si attende che diminuiscano in gran parte delle regioni subtropicali. Sono attesi cambiamenti nelle precipitazioni monsoniche, con variazioni nelle diverse regioni.
  • Per le aree costiere ci si attende un continuo aumento del livello del mare per tutto il XXI secolo che contribuirebbe a inondazioni costiere più frequenti e gravi nelle aree basse rispetto al livello del mare e all’erosione delle coste. Eventi estremi riferiti al livello del mare che prima si verificavano una volta ogni 100 anni, entro la fine di questo secolo potrebbero verificarsi ogni anno.
  • Un ulteriore riscaldamento intensificherà lo scioglimento del permafrost, la perdita della copertura nevosa stagionale, lo scioglimento dei ghiacciai e della calotta polare, e la perdita del ghiaccio marino artico estivo.
  • I cambiamenti nell’oceano quali il riscaldamento, le più frequenti ondate di calore marino, l’acidificazione degli oceani e la riduzione dei livelli di ossigeno in mare sono stati chiaramente collegati all’influenza umana, si legge nel rapporto. Questi cambiamenti influenzano sia gli ecosistemi marini che le persone che dipendono da essi, e continueranno almeno per il resto di questo secolo.
  • Per le città, alcuni aspetti dei cambiamenti climatici possono risultare amplificati. Tra questi, le ondate di calore (le aree urbane sono di solito più calde dei loro dintorni), le inondazioni dovute a forti precipitazioni e l’aumento del livello del mare nelle città costiere.


“L’era dell’energia fossile deve finire” ha dichiarato il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres. “Se adesso uniamo le forze, possiamo invertire la catastrofe climatica – ha poi aggiunto Guterres – Ma, come il report di oggi chiarisce molto bene, non c’è tempo per ulteriori ritardi ne’ scuse”.

Il cambiamento climatico è “inequivocabilmente” causato dall’uomo.
Non c’è più tempo, bisognare agire adesso.

Il rapporto IPCC qui: https://ipccitalia.cmcc.it/climate-change-2021-le-basi-fisico-scientifiche/