Sostenibilità è bellezza

Sostenibilità è bellezza

Dopo la partecipazione alla prima edizione di Puglia Vibes a Manfredonia, promosso dalla Fondazione Re Manfredi e Unioncamere Puglia, oggi sono intervenuto alla BTM a Bari all’interno di uno spazio promosso da alcune realtà pugliesi che aderiscono alla Rete dei Comuni Sostenibili. Gli eventi, gli interventi di qualità e i contributi dei professionisti del settore, sono stati la dimostrazione concreta di quanto il tema del turismo – e in particolare del turismo sostenibile – sia oggi centrale e strategico.

Quando parliamo di sostenibilità, spesso il pensiero va subito ai grandi temi globali: il cambiamento climatico, le emissioni di CO₂, la tutela delle risorse naturali. Tutti temi fondamentali, urgenti, che richiedono risposte concrete e coraggiose. Ma la sostenibilità non è soltanto una questione tecnica o ambientale. È anche una questione culturale, sociale e profondamente umana. È una visione del mondo che riguarda il modo in cui abitiamo i luoghi, li trasformiamo e li consegniamo alle generazioni future.

In questo senso, sostenibilità e bellezza sono due concetti strettamente legati. In una terra come la Puglia, questo legame è evidente più che altrove. La bellezza dei luoghi in cui viviamo – i paesaggi naturali, i centri storici, le piazze, i parchi, le strade dei nostri quartieri – non è un elemento accessorio o decorativo. È parte integrante della qualità della vita, del nostro benessere quotidiano e della nostra identità collettiva.

«La bellezza salverà il mondo», scriveva Dostoevskij. Salvatore Settis riprende questa affermazione in forma interrogativa nel suo libro Il mondo salverà la bellezza?, ribaltandone il senso: non è affatto certo che la bellezza possa salvarci, se prima non siamo noi a salvarla. La bellezza salverà il mondo – quindi – solo se il mondo salverà la bellezza.

Custodire la bellezza significa prendersi cura della qualità della vita delle nostre comunità, riconoscere il valore della nostra storia e orientare le scelte future con consapevolezza.

Significa riconoscere che il paesaggio non è solo uno sfondo, ma un patrimonio vivo, fatto di biodiversità, storia, relazioni umane.

Ma chi decide il destino del paesaggio? Se la bellezza è un bene comune, allora non può essere lasciata alle sole logiche del mercato o a decisioni politiche miopi. La Costituzione italiana, all’articolo 9, afferma che la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Qualche anno fa, grazie all’impegno dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile, il parlamento italiana ha approvato in modo bipartisan nello stesso articolo i principi di sostenibilità e di responsabilità intergenerazionale. Questo principio richiama una responsabilità collettiva, che riguarda ciascuno di noi.

Le politiche locali di sostenibilità giocano un ruolo decisivo in questo percorso. Sono proprio i territori, i comuni, le città che possono trasformare i grandi obiettivi globali in azioni concrete e quotidiane. È a livello locale che la sostenibilità diventa visibile, tangibile, misurabile nella vita delle persone.

Pensiamo, ad esempio, alla gestione del territorio e del suolo. In Puglia questo tema è particolarmente delicato: una regione ricchissima di bellezze naturali e culturali, ma anche fragile, segnata dal consumo di suolo, dall’abbandono di aree interne, dalle ferite lasciate da uno sviluppo talvolta disordinato.

La mobilità sostenibile è un altro esempio evidente di questo legame. In Puglia, dove i centri urbani spesso convivono con paesaggi rurali e costieri di straordinario valore, ripensare gli spostamenti significa proteggere il territorio e allo stesso tempo renderlo più accessibile e vivibile.

Investire in politiche locali di sostenibilità significa quindi investire in un modello di sviluppo che non consuma, ma rigenera. Un modello che non sacrifica il paesaggio in nome del profitto immediato, ma lo custodisce come risorsa per il futuro. Un modello che crea lavoro, innovazione e benessere senza impoverire l’ambiente e la comunità.

Questo richiede visione, responsabilità e partecipazione. Le istituzioni hanno un ruolo centrale, ma la sostenibilità è una sfida che coinvolge tutti: cittadini, imprese, associazioni, scuole.

Come Rete dei Comuni Sostenibili sosteniamo questo approccio e processo virtuoso accompagnando i comuni, province e città metropolitane, le comunità locali, nella messa a terra dei grandi obiettivi di Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Lo facciamo attraverso i rapporti di sostenibilità che produciamo in collaborazione con gli enti attraverso un set di indicatori locali di sostenibilità. Sono 108 per i comuni capoluogo, 89 per tutti gli altri comuni italiani e 50 per province e città metropolitane. Ogni indicatore interessa una questione concreta per la vita dei cittadini e della comunità locale, di competenza dell’amministrazione. La Rete dei Comuni Sostenibili nasce per accompagnare le amministrazioni in questo cammino, traducendo i principi dell’Agenda 2030 in politiche misurabili, partecipate e capaci di generare sviluppo, equità e futuro.

La sostenibilità è un elemento qualificante per la promozione di un territorio, una grande opportunità anche per i piccoli comuni. Anche per questo la Rete ha promosso l’iniziativa editoriale della Guida dei Comuni Sostenibili, la cui terza edizione uscirà nella prossima primavera. Questa tipologia di turismo, sostenibile ed esperienziale, è in continua crescita, contribuisce a scrivere un nuovo racconto e perseguire altri sentieri di sviluppo. Quando la sostenibilità, in tutte le sue dimensioni, entra nella pianificazione amministrativa genera un percorso virtuoso anche per il turismo: non ci può essere un turismo sostenibile senza una comunità sostenibile. Occorre perciò cambiare i paradigmi del governo locale tenendo insieme visione e concretezza.

Giovanni Gostoli

Direttore generale della Rete dei Comuni Sostenibili