Piacenza, corsi straordinari di alfabetizzazione pre-scuola per 60 bambine e bambini stranieri da poco arrivati in Italia

Piacenza, corsi straordinari di alfabetizzazione pre-scuola per 60 bambine e bambini stranieri da poco arrivati in Italia

“Guardo queste bambine e questi bambini e ho la sensazione netta che qui alla scuola Alberoni si stia facendo qualcosa di davvero importante. Importante per loro, per i bimbi, ma importante anche per tutti noi come comunità. Essere qui oggi, osservare e parlare con ragazzine e ragazzini di tutto il mondo, percepire la loro curiosità, la loro voglia di imparare e di sentirsi a casa, mi conferma che finanziare, come Comune, un progetto del genere è stata ed è la scelta giusta”.

Così la sindaca Katia Tarasconi a margine della lunga visita che in mattinata, con l’assessore alle Politiche scolastiche Mario Dadati, ci ha tenuto a fare all’interno della scuola Alberoni che dal 28 agosto, e per le due settimane successive, ospita una serie di corsi straordinari di alfabetizzazione dedicati a ragazzine e ragazzini stranieri che sono arrivati da poco in Italia, alcuni da pochissimo, e che a breve inizieranno il loro percorso scolastico, dalla primaria alle medie.

Nelle vesti di “padrona di casa”, appassionata e orgogliosa di ciò che si sta realizzando all’Alberoni, c’era la dirigente scolastica Giovanna Solari che ha accompagnato sindaca e assessore nella visita ai vari gruppi di lavoro. Dettagli sul progetto sono stati forniti, con altrettanta passione, da Rita Parenti dell’associazione piacentina Mondo Aperto a cui il Comune – presente con Elena Bensi, responsabile dell’Unità operativa Scuola e Formazione – affida ormai da tempo (questo è il terzo anno) un importante lavoro di alfabetizzazione e formazione scegliendo di destinare a questo progetto parte dei fondi regionali del Piano di zona. Un progetto “spalmato” su tutto l’anno scolastico a cui si aggiunge, in queste due settimane che precedono il primo giorno di scuola, un ulteriore progetto specifico mirato a preparare adeguatamente bimbe e bimbi ad introdursi in un mondo che per loro è del tutto nuovo, soprattutto per la lingua.

“Tramite il gioco e la condivisione – ha detto l’assessore Dadati – imparano a relazionarsi con parole indispensabili per capire e farsi capire. E’ un passaggio fondamentale che rende più “dolce” ed efficace la primissima fase di un’esperienza che sarà determinante per le loro vite”.

Il progetto vede la partecipazione di una sessantina di bambine e bambini di età compresa tra i 6 anni (spesso non ancora compiuti) e i 14 anni. Sono 28 le nazionalità e numerose le lingue parlate, con una prevalenza dell’arabo, in particolare dell’arabo egiziano. Numerosi anche i sudamericani (che, essendo spanofoni, fanno meno fatica ad apprendere l’italiano), gli albanesi, gli ucraini, i cinesi. Per questi ultimi le difficoltà sono maggiori.

Un lavoro complesso e prezioso che il Comune di Piacenza, nell’ultima variazione di bilancio, ha deciso di finanziare con fondi propri destinati a Mondo Aperto che mette a disposizione insegnanti opportunamente formati. Al loro fianco ci sono volontari, mediatori culturali e studenti delle superiori impegnati nel loro periodo di alternanza scuola-lavoro che forniscono un contributo fondamentale nella gestione di questi giovanissimi neo-alunni, perlopiù arrivati in Italia da poche settimane, alcuni da pochi giorni.


Fonte Ufficio Stampa Comune di Piacenza